domenica 30 maggio 2010

Il ragno cicciotto


Premonizioni.
Avevo fatto questo fumetto un paio di anni fa...


Ora provo a fare un fumetto in cui il tipo vince la lotteria...

sabato 29 maggio 2010

Per i boschi 2


E poi mi sono imbattuto in questa elegantissima Pisaura Mirabilis.

Ma poi l'entusiasmo dell'esplorazione è crollato quando mio fratello mi dice: "Guarda là, un vucentò".
Cioè un calabrone.
Cioè l'altra bestiaccia demoniaca che mi terrorizza, più dei ragni. Perché punge e vola!
Però se ne stava per terra tra le foglie e i rametti, era enorme e con i colori dell'inferno. L'ho osservato un nanosecondo, poi sono scappato senza badare più ai bruchi che travolgevo.
Fine del documentario.
Però era bellissimo.
Il calabrone dico.

venerdì 28 maggio 2010

Per i boschi

I ragni mi perseguitano.
E io perseguito loro.
Ora li vado cercando pure per i boschi!

Una domenica, un paio di settimane fa, io e mio fratello improvvisiamo una scampagnata nella natura, in una zona semi montuosa ai piedi degli appennini, con lago, cave e superstrada.
La prima cosa che ci colpisce, ancora prima del paesaggio e delle vedute panoramiche, sono dei simpaticissimi bruchi verdi che si calano con un sottilissimo filo di seta dai rami fino quasi al terreno. E poi risalgono piano piano raggomitolando il filo a cui sono appesi.
Tipo bunjee-jumping. Ma molto più lento.
E allora per evitare di beccarti il bruco sulla faccia, lo schivi con tutta calma, salvo ritrovartene all'improvviso altri tre tra i capelli sulla faccia e sul maglione che non avevi mica visto prima!
Milioni ce n'erano!
Tutti appesi a mezz'aria altezza naso mentre piano piano si raggomitolano su! Ma che modo è!
Se ne metti a fuoco uno non vedi gli altri intorno! Bah...



Comunque visto che c'ero mi son detto "chissà se c'è pure qualche ragno qua in giro".
Qualche ragno... in un bosco...
E mi sono imbattuto in questo:




E mi credevo di aver trovato un ragno speciale, mai visto prima.
Invece fa parte della famiglia di ragni più diffusa nel mondo, tanto che il genere a cui appartiene è il genere che contempla più specie diverse.
E vabbè. Però è veramente bello!

famiglia Araneidae
genere Araneus
specie Araneus Angulata
(per la specie non sono sicuro al 100%)

domenica 23 maggio 2010

Sulla porta

Sempre sulla porta di casa li trovo... e sempre quando esco per andare al lavoro.
Mi sa che ho capito, vogliono approfittarne per entrare ed impossessarsi della casa una volta per tutte...
Ma vi aspettano solo le ortiche, maledetti tessitori di tele e piani diabolici!

famiglia Pisauridae
genere Pisaura

Ragni e disegni

Rappresentazione grafica dei miei drammi quotidiani, secondo l'interpretazione di Rita Micozzi.

Sì perché qua si disegna. Per passione e per lavoro.
Al lavoro i miei colleghi disegnano tutti. E se ti devono dire qualcosa te lo dicono disegnando.
Figurati se ti devono prendere per il culo...

Rappresentazione grafica della mia condizione umana, secondo la visione di Mauro Sorghienti.

Il regno dei ragni trova un altro mezzo di esplorazione, oltre a quello della documentazione fotografica, la rappresentazione grafica. Ci sarà da divertirsi!

lunedì 17 maggio 2010

Tutto è iniziato incontrando uno sconosciuto

Questa bestia me la sono trovata in camera spostando uno scatolone...
Non sembrava particolarmente spaventosa, perché stava rannichiata in un angolo, ma una volta portata all'aperto, con la luce del sole, si è rivelata terrificante.
Non avevo mai visto un ragno così.
Il torace rosso sangue, corazzato come quello di uno scorpione, l'addome invece lucido come un tessuto di seta. Bellissimo. E poi i cheliceri enormi che sembravano volerti trafiggere da un momento all'altro...
Sai che faccio? Prima lo fotografo, poi scappo urlando, mi dico. Invece è scappato il ragno dopo la prima foto.

Un paio di giorni dopo per caso in internet, mentre effettuavo una ricerca di tutt'altro genere, mi imbatto in una foto dello stesso ragno. Era proprio lui! Mai visto prima, poi due volte in pochi giorni.
Woodlouse hunter c'era scritto, cacciatore di onischi (che sarebbero i porcellini di sant'antonio). Ora mi spiego i cheliceri, servono a trafiggere la corazza degli onischi e dei coleotteri.
Comunque se ti pizzica dovrebbe fare maluccio.
In camera ce l'avevo. Che bello.

(scusate la foto sfocata ma è l'unica che ho, poi il ragno è scappato nel prato)

Riporto
il nome scientifico, per quello che posso scoprire con le mie forze e la rete:
famiglia Dysderidae
genere Dysdera
la specie nun la so...

Questo è stato il primo ragno che ho fotografato, quello che ha dato il via a tutto.
Ragno maledetto!


mercoledì 12 maggio 2010

I ragni

mi fanno paura.
Però sono belli.

Un giorno vado ad abitare in campagna. Non la campagna profonda tra colline boschi e fiumi, ma un pezzetto di campagna tra il mare e la statale. Comunque sufficiente per ritrovarmi la casa piena di ragni. Sulle travi, tra gli infissi, dietro i mobili, sotto i davanzali, negli spigoli del soffitto.
Mia madre ha abitato in campagna da sempre.
Vengo ad aiutarti a pulire casa, mi dice.
Non ho mai visto ragni così grassi! dice pure.

Come sopravvivere?
Trovarne uno in una ciabatta, o dietro la sveglia, o sul letto, o... Solo l'idea mi pietrifica, ogni ombra che percepisco con la coda dell'occhio diventa un ragno che si nasconde.
Come quando cerco le foto dei ragni in internet, alla terza pagina di immagini di google inizio a sentirli che mi camminano sulle braccia.
Ma che le cerchi a fare le foto dei ragni in internet? Allora si scem', potrebbe dire qualcuno.
Perché i ragni sono belli, dico io.

Da sempre avevo desiderio di fotografarli, ma di andarli a cercare non se ne parlava, e quando casulamente mi imbattevo in qualche esemplare particolarmente spaventoso non avevo mai la macchina fotografica.
Invece ora ho tutto.
Ogni giorno ne trovo uno diverso! E sempre in posti (troppo) accessibili! Come quando esco mi giro a chiudere a chiave il portone e me lo ritrovo davanti la faccia.
Allora se devo rischiare l'infarto ne voglio trarre il maggior vantaggio possibile: prima di svenire devo fotografarlo. Rientro in casa, prendo la macchinetta, faccio il servizio fotografico, prendo la paletta dell'immondizia, carico il ragno, lo getto tra le ortiche dietro casa, chiudo il portone, e mi accorgo che non sono svenuto, anzi mi sono divertito. Ecco come sopravvivere!
Ho solamente fatto tardi al lavoro.


Voglio tenere un diario di questi incontri bizzarri, di questa avventura dietro casa,
di questo viaggio senza bussola. Nel regno dei ragni.

Inauguro il blog con questo simpaticone che oggi stava sulla porta, di cui per ora non so nulla di più.
Per ora.